Un salto nel vuoto può farti percepire che ciò che vivi non è reale

By on 7-05-2016

salto nel vuoto

A volte restiamo fermi nella vita, abbiamo paura di spostarci dalla zona di confort che ci siamo costruiti, anche se va tutto male e anche se siamo consci dei segnali che ci dicono che sta crollando tutto e dobbiamo spostarci.

Lo sappiamo che quel salto, che tanto ci spaventa, è da fare, il terreno sotto i nostri piedi diventa sempre meno, il cielo sempre più cupo, l’aria sempre più fredda, i nostri vestiti sempre più logori, ci accorgiamo che la nostra strada non è lì, forse lo sapevamo da tempo, ma ancora tante cose del passato ci legano a quel presente che per noi è diventato insopportabile.

Da quanto tempo sei fermo? da quanto tempo cerchi di farti piacere qualcosa che in realtò, nel profondo, sai che non ti piace? stai realmente seguendo quello che vuoi nella vita? pensi che sia questo il modo di realizzarlo?

Molte cose tendono a bloccarci nell’unico posto che conosciamo bene, una di queste è la PAURA, la paura dell’ignoto, paura che quell’ignoto sia peggio di quello che stiamo vivendo ora, non ci accorgiamo minimamente che la nostra attuale sofferenza è segno che quella che stiamo vivendo, delle tante realtà possibili, è la peggiore! non è per noi, una strada che non ci rende felice non è mai per noi. Nessuno ci ha insegnato questo, nelle scuole non si parla mai delle nostre paure, ce le teniamo dentro e condizionano ogni nostra scelta, ci portano a diventare ciechi e restii al cambiamento, a tal punto da paragonare il cambiamento alla morte e in questo modo lo evitiamo come la peste.

Quante volte, col senno di poi, ti sei accorto che quella porta che tanto avevi paura di aprire ti ha portato a vivere esperienze meravigliose? al punto tale che hai ringraziato chi ti ha portato a quella scelta.

Non è vero che chi è forte non ha paura, in realtà chi è forte ha più paura di tutti, ma ha il CORAGGIO di superare le proprie paure ed andare avanti!

Ti faccio un esempio:

Si cerca tantissimo la “sicurezza” soprattutto nelle famiglie Italiane, talvolta viene identificata nel possedere una casa, nel possedere un posto di lavoro fisso, un conto in banca capiente (guarda caso sempre un qualche tipo di possesso materiale), una volta che si trova questa “sicurezza” in quello che si pensa si debba avere, si ha l’approvazione dei familiari e degli amici, che onoreranno la tua posizione, e vorranno anche loro raggiungerla lavorando sodo.

Nasce così la paura di perdere questa “sicurezza” che abbiamo raggiunto, mettiamo allarmi, telecamere, assicurazioni, stipuliamo accordi al solo scopo di proteggere la nostra posizione, qualsiasi cambiamento che possa intaccare il nostro status diventa un demone da evitare a tutti i costi, mina la nostra “sicurezza”!

E così diventiamo schiavi, schiavi dei nostri stessi possedimenti, con la paura costante che ci vengano sottratti, tutto diventa pericoloso, così nella paura ci limitiamo a stare dove già stiamo, a rifare in eterno quello che abbiamo fatto in passato e siamo sicuri che funziona, per 40 anni continuiamo a timbrare un cartellino nello stesso posto di lavoro che ci da quella sicurezza, non importa se noi stiamo male, i parenti sembrano felici per noi, la famiglia sembra felice, i genitori sembrano felici per i nostri raggiungimenti, ho raggiunto tutto quello che mi è stato detto di raggiungere.

Così decido di restare infelice e penso: “Non posso dare un dispiacere a chi ha creduto in me sino ad ora”.

Secondo voi chi ha più paura, una persona che per 40 anni timbra il cartellino nello stesso posto di lavoro oppure una persona che per la prima volta si accinge a scalare una montagna che non è mai stata scalata prima d’ora??

La paura di perdere la “sicurezza” è infinitamente più piccola della paura dello scalatore che  si accinge a compiere per la prima volta quell’impresa, lui non sa cosa lo attende nel tragitto verso la vetta, non sa nemmeno se ci arriverà vivo!

E allora che differenza c’è tra noi e lo scalatore? entrambi abbiamo paura, ma lo scalatore ha CORAGGIO e, consapevole delle sue paure, va avanti in quella che è la sua missione personale che lo rende felice, non importa cosa succederà, non gli è dato sapere se arriverà o meno alla vetta, è felice nel percorso.

Lo scalatore ha fatto quel salto nel vuoto che tanti, troppi, non riescono a fare perchè la paura li blocca li, li pietrifica, li costringe a vivere una vita mediocre all’interno di una vita potenzialmente straordinaria.

Ci sono state tante persone che quel salto lo hanno fatto in passato e lo stanno facendo tutt’oggi, moltissime dobbiamo ringraziarle perchè ci hanno lasciato tantissimi strumenti, libri, conoscenze, scoperte, immagini meravigliose, documentari che anche chi ha paura può vedere.

Ogni cambiamento che decidiamo di fare è un salto nel vuoto e chi ci sta attorno, a meno che non sia particolarmente consapevole e abbia già fatto quest’esperienza, ci avvertirà di non fare quello che stiamo pensando di fare, ci dirà che ce ne pentiremo, ci dirà che ci lascerà, che ci odierà, che non gli vogliamo bene, eccetera eccetera eccetera…

Solo tu sai cosa c’è dopo, cosa ti spinge a fare quel salto senza voltarti, è tutto nelle tue mani ed è tuo il potere di realizzarlo, ascolta più te stesso e meno gli altri, segui quella voce che da tempo dentro di te ti sussurra “FALLO” con una tranquillità e una grazia infinita.

Non è mia intenzione offendere nessuno, ogni vita e ogni esperienza è degna di essere vissuta appieno ed è importante quanto tutte le altre, io ho espresso ciò che sento e, se ciò che ho detto ti ha colpito o ti ha offeso, accettalo. Può essere un punto di partenza per un lavoro su se stessi che ti può portare lì dove vorresti andare.

Concludo con una frase molto toccante e piena di significato pronunciata dal grande genio Albert Einstein durante una lezione all’università:

“Bisognerebbe evitare di predicare ai giovani il successo nella solita forma, come lo scopo principale della vita. Il motivo più importante per lavorare a scuola e nella vita è il piacere nel lavoro, il piacere nel risultato, e la consapevolezza del valore del risultato per la comunità. La preoccupazione dell’uomo e del suo destino devono sempre costituire l’interesse principale per tutti gli sforzi tecnici. Non dimenticatelo mai in mezzo a tutti i vostri diagrammi e le vostre equazioni. Fate le cose nel modo più semplice possibile, ma senza semplificare. Cerca di diventare non un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.”  (Albert Einstein)

A volte è solo una SCELTA che fa realmente la differenza.

Buona Vita.

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