“Misteri e meraviglie del cervello”

By on 6-01-2015

braintorm

Cosa è il cervello? In che modo funziona?

Il cervello, fin dalla sua creazione, è sempre stato una macchina in grado di regolare alla perfezione l’autoconservazione dell’individuo, per naturale attaccamento alla vita (in senso biologico), dunque, il cervello impedisce l’autodistruzione del singolo. Esso è in grado di attuare qualsiasi strategia al fine di raggiungere questo obiettivo, che ovviamente è primario, e tutti gli altri scopi che si prefigge: il cervello sceglie una modalità, se non funziona cambia approccio, se non funziona… cambia approccio! E continua così finchè non si trova nelle condizioni di poter realizzare il progetto prefissato. Dunque esso, per sua natura, tende a portare a termine tutto ciò che prestabilisce, in un modo o nell’altro, nel bene o nel male; è solo questione di tempo. È stato scientificamente dimostrato che il cervello funziona per programmi, chiamati in gergo modelli mentali.

Per quale motivo la vita quotidiana sembra talvolta smentire questa formidabile caratteristica del cervello? Perché spesso non riusciamo a procedere e facciamo molta più fatica di quanto non vorremmo per raggiungere i nostri scopi? Forse il nostro cervello ha qualcosa che non va?

Il nostro cervello non ha affatto nulla che non vada, anzi, esso funziona fin troppo bene! Questa stupenda macchina fa molto bene ciò per cui è stato programmato, portandoci dove è stato programmato per portarci. Se non siamo soddisfatti della nostra vita, se tutto continua ad andare male, possiamo fare un piccolo passo verso il cambiamento e verso il miglioramento delle nostre condizioni iniziando a comprendere che il problema non risiede nel cervello in sè, bensì nei programmi che ivi sono installati: spesso e volentieri tali programmi non sono in linea con ciò di cui noi abbiamo veramente bisogno, in quanto il nostro cervello è stato programmato “a caso” sin dalla più tenera età (dai genitori, dagli insegnanti, dagli amici, dai mass media e dalla società in generale). Ribadisco che il cervello fa fin troppo bene ciò per cui è stato programmato, dunque spesso, dal momento in cui siamo stati programmati senza una precisa logica, senza il nostro controllo e la nostra volontà, esso ci porta nella direzione opposta rispetto a quella desiderata. Cercare di migliorare la propria situazione opponendo resistenza ad una programmazione negativa è contro producente oltre che molto difficile. Ciò a cui resistiamo, persiste!” diceva Carl Gustav Jung. La soluzione sembra essere una sola: riprogrammarlo in maniera consapevole affinchè sia lui a spingerci nella direzione dei nostri obiettivi, anzichè ostacolarci. Svariate tecniche permettono di fare ciò, tra cui la meditazione (a mio parere la migliore di sempre, in quanto nutre anche e soprattutto lo spirito, anche se mi rendo conto che è inadatta per le persone tanto indaffarate dei tempi moderni) e quelle insegnate dalla PNL e da altre discipline simili.

Per una serie di circostanze particolari, le persone di successo si ritrovano già con la corretta programmazione mentale. Tuttavia non è soltanto un mix di pensieri (consci o inconsci) che rende queste persone tanto predisposte al successo, poichè a livello quantistico accade molto di più: già dal 1986 il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America ha ammesso l’esistenza dell’ energia di punto zero, un’energia che sembra permeare l’intero universo (questo concetto fu studiato negli anni precedenti da Albert Einstein e Nikola Tesla). Dunque le onde emesse dal nostro cervello hanno il potere di influenzare l’energia di punto zero, di scriverci sopra per così dire: ad esempio la nostra intenzione può influenzare, in modo statisticamente rilevante, macchine generatrici di numeri casuali (oggetti apparentemente non influenzabili); tutto ciò è stato dimostrato nel 2005 da uno studio pubblicato sul Journal of Molecular Biology dal gruppo PEAR della Princeton University: tali studi indicano che noi interagiamo con la realtà in ogni istante, anche se gli effetti delle nostre intenzioni non si notano frequentemente, in quanto non ne siamo spesso coscientemente consapevoli. D’altra parte, se istituzioni governative come la CIA investono quantità ingenti di denaro per creare un corpo speciale segreto, chiamato spie psichiche, è chiaro che non lo fanno a caso, e non è un caso che tale corpo speciale sia stato in grado, negli anni ’70, di fornire all’intelligence militare precise coordinate di importanti target strategici e ostaggi politici, grazie alla possibilità di accedere con la propria mente a stati alterati di coscienza di cui non siamo consapevoli. Dunque per la scienza non ufficiale, per i corpi militari e per un certo gruppo di persone potenti queste cose che forse tu scopri oggi, sono ormai assodate da anni. Paulo Coelho scrisse: “Quando hai un grande sogno o un grande obiettivo, è come se tutto l’universo si mettesse a cospirare insieme a te affinchè tu possa realizzarlo.” Sembra un’ottima spiegazione in forma poetica del modo in cui il cervello (o meglio la nostra Coscienza, perchè il cervello è solo uno strumento) sia in grado di plasmare la materia, di avere una qualche influenza sulla realtà. Tutto questo è possibile quando la nostra mente è programmata nella direzione dei nostri obiettivi; se non lo dovesse essere, non bisogna, come ho detto,  resistere ad una programmazione negativa, è necessario invece riprogrammare il tutto in modo che, come due vettori, programmi inconsci e obiettivi consci abbiano stessa direzione e stesso verso.

Compresa l’importanza dei programmi e dell’energia di punto zero, possiamo finalmente immergerci nei meandri del cervello, colmi di mistero e meraviglie.
Come ho già spiegato nell’articolo La sostanza dell’universo è la coscienza, vi sono prove di considerevole importanza che suggeriscono che l’universo e tutte le cose in esso contenute (dagli elettroni alle goccioline di pioggia, agli alberi e alle stelle) siano immagini spettrali, cioè proiezioni provenienti da un livello più profondo di realtà, al di là dello spazio-tempo; tali prove suggeriscono anche che l’universo sia un ologramma gigante. Ricordo che un ologramma è una raffigurazione tridimensionale creata con l’aiuto di alcuni laser, la cui peculiarità consiste nel fatto che la parte contiene il tutto (cioè l’informazione completa).
I principali artefici della teoria olografica sono due tra i più eminenti scienziati del mondo: David Bohm, fisico quantistico presso la University of London (un protetto di Einstein) e Karl Pribram, neurofisiologo presso la Stanford University. Bohm e Pribram arrivarono alle proprie conclusioni in maniera del tutto indipendente e partendo da direzioni ben differenti. L’oggetto di questo articolo è il cervello, dunque vi illustrerò la teoria di Karl Pribram:

Nel 1935 un neurologo portoghese, Egas Moniz, escogitò una terapia in grado di curare molte malattie mentali, consistente nel forare il cranio del paziente per mezzo di un punteruolo chirurgico e separare la corteccia prefrontale dal resto del cervello. Tale procedura prese il nome di lobotomia prefrontale e negli anni ’40 divenne tanto diffusa che Moniz vinse il Premio Nobel. In questo periodo Pribram comparve sulla scena medica, rendendosi conto che era errato interferire così sconsideratamente con il cervello altrui.
L’interrogativo che dapprima spinse Pribram alla formulazione del modello olografico fu il seguente:

Come e dove i ricordi vengono conservati nel cervello?

Agli inizi degli anni ’40 si ipotizzava che i ricordi avessero una locazione specifica in qualche punto delle cellule cerebrali, queste tracce di memoria furono chiamate engrammi. E’ ormai assodato che tutto ciò che abbiamo vissuto è registrato nel nostro cervello, tuttavia Pribram era convinto che nessuno in quel periodo sapesse in che modo i ricordi erano registrati nella materia grigia, criticò infatti la teoria degli engrammi quando ebbe l’occasione di essere testimone del frutto del lavoro del grande neuropsicologo Karl Lashley: quest’ultimo aveva addestrato alcuni ratti a districarsi da un labirinto; successivamente rimosse chirurgicamente varie porzioni dei loro cervelli e li testò nuovamente. Egli voleva capire se era in grado di eliminare del tutto l’area del cervello contenente la capacità dei ratti di districarsi dal labirinto. A prescindere dalle porzioni di cervello da lui asportate, fu sorpreso di constatare che non era in grado di eliminare i loro ricordi; infatti, pur se le loro abilità motrici erano sbilanciate, le memorie dei ratti rimanevano del tutto intatte.
Questa fu una scoperta sconcertante agli occhi di Lashely e Pribram: se i ricordi possedevano una collocazione specifica (secondo la teoria degli engrammi) perché le asportazioni chirurgiche non avevano alcuna conseguenza sulle memorie dei ratti? I ricordi, secondo Pribram, dovevano essere in qualche modo distribuiti per tutto il cervello nel suo insieme. Ovviamente questa caratteristica è valida per i ratti, così come per gli altri animali e per gli uomini: la rimozione, infatti, di un ampia porzione del cervello di un paziente può causare uno stato di foschia generale nella sua memoria, tuttavia nessun paziente sottoposto a questo tipo di intervento riscontrava una perdita selettiva di memoria (cioè di ricordi specifici).

Quale teoria può spiegare che i ricordi non sono localizzati nel cervello, ma distribuiti non localmente?

Intorno alla metà degli anni ’60, Pribram lesse un articolo sullo Scientific American che descriveva la prima costruzione di un ologramma: questa notizia lo folgorò! Il concetto olografico poteva rivelarsi una brillante soluzione all’enigma dei ricordi, poiché così come qualsiasi porzione di pellicola olografica era in grado di contenere tutta l’informazione necessaria per creare un’immagine completa, sembrò altrettanto possibile che ogni porzione di cervello contenesse l’intera informazione necessaria per riportare alla coscienza un ricordo completo.
La memoria non è l’unica cosa che il cervello è in grado di elaborare olograficamente: Pribram scoprì sperimentalmente che tagliando addirittura il 98% dei nervi ottici di un gatto, la sua capacità di svolgere complessi compiti visivi non veniva compromessa seriamente. Dunque anche la corteccia visiva (responsabile dell’interpretazione delle informazioni che penetrano attraverso gli occhi) sembra possedere proprietà olografiche; è come se il cervello elaborasse le immagini impiegando qualche sorta di ologramma interno.

Ma quale fenomeno simile alle onde era in grado di creare ologrammi di questo tipo?

E’ necessario specificare, per l’appunto, che un fenomeno che rende possibile l’olografia è l’interferenza, cioè il disegno intersecato che si verifica quando due o più onde, come le onde dell’acqua, si increspano l’una attraverso l’altra, formando così schemi di interferenza. All’epoca si sapeva già che le comunicazioni elettriche tra i neuroni non avvengono da sole: i neuroni possiedono dei rami, quando un messaggio elettrico raggiunge il fondo di uno di questi rami, irradia verso l’esterno; queste increspature di elettricità in espansione (un fenomeno appunto simile alle onde) si incrociano costantemente l’una con l’altra. Non appena Pribram rammentò questo, si rese conto che erano proprio questi schemi di interferenza che fornivano al cervello le sue proprietà olografiche.

Il modello olografico può spiegare molti altri fenomeni:

1) La vastità della nostra memoria. Esso chiarisce in che modo il cervello sia in grado di contenere una quantità ingente di informazioni in uno spazio così ridotto. E’ stato calcolato che nel corso della vita umana il cervello immagazzina in media 2,8 x 10²º (280 miliardi di miliardi) porzioni di informazione; non a caso è stato anche verificato che un riquadro di pellicola olografica della grandezza di un pollice può registrare la medesima quantità di informazioni contenuta in 50 Bibbie!

2) La capacità di ricordare. Si pensa che la nostra capacità di ricordare sia analoga al puntare un raggio laser con la giusta angolazione su una pellicola olografica ad immagini multiple, dunque quando non riusciamo a ricordare qualcosa, questo potrebbe equivalere a non trovare la giusta angolazione per richiamare l’immagine/ricordo che stiamo cercando (notare ad esempio la posizione che i nostri occhi assumono quando vogliamo ricordare qualcosa).

3) Il trasferimento di abilità acquisite. Il cervello è in grado di trasferire abilità acquisite da una parte del corpo ad un’altra. Provate a tracciare il vostro nome nell’aria con il gomito sinistro! Probabilmente non avete mai fatto una cosa simile, eppure ci riuscite con relativa facilità. Spiegare questo fenomeno con la teoria classica, secondo cui le varie aree cerebrali possono eseguire compiti solo dopo che un apprendimento ripetitivo ha permesso la creazione delle giuste connessioni sinaptiche, risulta molto difficile. Secondo Pribram, invece, ciò è facilmente spiegabile ammettendo che il cervello sia in grado di convertire tutte le proprie memorie, incluse quelle delle abilità acquisite, in un linguaggio di forme d’onda interferenti, così da poterle facilmente trasferire da una parte all’altra.

4) La capacità di riconoscere un viso familiare indipendentemente dall’angolazione da cui lo si osserva. Una volta che il cervello ha memorizzato un viso (o qualsiasi altra cosa) e lo ha trasformato in un linguaggio di forme d’onda , può in un certo senso ruotare questo ologramma interno ed esaminarlo da qualsiasi angolazione desideri.

5) Come costruiamo un mondo esterno a noi. Pribram fa notare che quando guardiamo una persona, la sua immagine si trova sulla superficie delle nostre retine, tuttavia non percepiamo la persona come se fosse sulle nostre retine, ma come esistente nel mondo esterno; analogamente, quando, ad esempio, urtiamo la mano contro qualcosa, sentiamo dolore nella mano non accorgendoci che in realtà il dolore non è nella mano, ma è il frutto di un insieme di processi neurofisiologici che avvengono nel nostro cervello. Invece le emozioni, i sentimenti, le sensazioni sono tutte realtà che reputiamo essere interne.

Come può dunque il nostro cervello distinguere tra realtà esterna e interna, creare questa illusione, dal momento che tutti i processi neurofisiologici che si manifestano a noi come esperienza sono interni?
Creare l’illusione che le cose siano localizzate dove in realtà non lo sono è la caratteristica quintessenziale di un ologramma: esso sembra estendersi nello spazio, ma provando a passarvi la mano attraverso si scopre che in quello spazio non vi è nulla, malgrado ciò che i nostri sensi ci dicono, poiché si tratta di un’immagine virtuale che sembra essere dove non è.

Come abbiamo potuto constatare, il modello olografico sembra riuscire a dare una spiegazione esemplare a una vasta gamma di fenomeni altrimenti inspiegabili, tuttavia ancora un quesito turbava Pribram: Se l’immagine della realtà nei nostri cervelli non è un’immagine bensì un ologramma, è un ologramma di che cosa?

Immaginiamo di fotografare un gruppo di persone sedute intorno ad un tavolo di fronte a noi, dopo lo sviluppo della fotografia scopriamo che al posto di persone e del tavolo vi sono schemi di interferenza indefiniti; a questo punto possiamo chiederci quale sia la vera realtà, il mondo apparentemente oggettivo sperimentato dall’osservatore/fotografo o l’immagine indistinta di schemi di interferenza registrati dalla macchina fotografica/cervello?
Pribram, a questo punto, si rese conto che se la teoria olografica venisse dimostrata, ciò implicherebbe che la realtà oggettiva potrebbe non esistere affatto, o perlomeno non esistere nel modo in cui noi la intendiamo. Egli si chiese se fosse vero ciò che i mistici antichi avevano detto per secoli: la realtà è “maya”, illusione, poiché ciò che esiste esternamente è una sinfonia di forme d’onda , un “dominio della frequenza” che viene trasformato nel mondo che conosciamo solo dopo essere passato attraverso il filtro dei sensi!

Per concludere, dunque, i nostri cervelli costruiscono matematicamente la realtà oggettiva, interpretando frequenze che sono in definitiva proiezioni provenienti da un’altra dimensione, un ordine di esistenza più profondo al di là dello spazio e del tempo: il cervello è un ologramma celato in un universo olografico. Ciò che esiste esternamente è un vasto oceano di onde, di frequenze e la realtà ci appare concreta soltanto perché i nostri cervelli sono capaci di trasformare questa forma olografica indistinta negli elementi più basilari e familiari che formano il nostro mondo. Il monitor di fronte a voi ha due aspetti differenti di quella che è la sua realtà: quando viene filtrato attraverso la lente del cervello esso si manifesta sotto forma di monitor; se potessimo eliminare questi filtri sensoriali, ne avremmo esperienza come di uno schema di interferenza indefinito. Quale dei due è reale? “Per me entrambi sono reali”, dice Pribram, “o, se volete, nessuno dei due è reale.” Tutto ciò che è materia, anche il nostro corpo dunque, è vibrazione, un insieme di frequenze all’interno dell’immenso ologramma cosmico.

Cos’è, a questo punto, ciò che materia non è?

Pribram crede che vi siano cose che noi non vediamo nel dominio delle frequenze, cose che il nostro cervello ha imparato a cancellare dalla nostra realtà visiva. Egli sostiene che i mistici, durante le esperienze trascendentali, riescano a cogliere barlumi del dominio delle frequenze.

A quanto pare questo mondo è molto più illusorio di quanto non avremmo mai immaginato, l’unico modo per cogliere una scintilla di quell’ordine implicito che ci circonda e di cui siamo parte è quello di porci di fronte agli eventi come fossimo fanciulli, abbandonando ogni pregiudizio, lasciandoci trasportare umilmente in qualsiasi abisso la Natura ci conduca.

 

 

………………

Vuoi iniziare anche tu un percorso di cambiamento e di risveglio? Vuoi scoprire tutte le bugie ed illusioni che ti stanno nascondendo e non ti permettono ancora di vivere una vita sana e felice? Guarda il VIDEO LIBRO GRATUITO più scaricato del web

saltoquantico Daniele Penna

Finalmente il Primo Master completo di PNL gratuito online

<

Guarda questo video, rifletti e dagli massima condivisione... la gente deve sapere!

............................

Hai già visto il Video Corso Gratuito Completo sulla Legge d'Attrazione, con meditazione finale per invio dell'intenzione?

Dopo il corso guarda anche quest'altro video che dà maggiori dettagli

In questa sezione riportiamo una serie di libri consigliati per la propria crescita personale. Cliccandoci potrai acquistarli direttamente ai prezzi migliori del web.

Risveglio, Fisica Quantistica, Legge d'Attrazione

 

PNL Programmazione Neuro Linguistica

 

Denaro e Mentalità Finanziaria

 

Salute e Guarigione



Pin It on Pinterest

Ti è piaciuto questo articolo?

Condividilo ora con i tuoi amici!