“Il Sentiero della Felicità”

By on 8-17-2016

PARAMAHANSA YOGANANDA

Citazioni tratte dal film: Il Sentiero della Felicità

AWAKE: The Life of Yogananda

 

“Nel grembo di mia madre ero cosciente, sentivo i movimenti del suo corpo, ero consapevole della mia impotenza. Questo fagotto di carne e ossa non sono io, di quando in quando l’oscurità del grembo materno si dissolveva e mi trovavo nella luce. Da un lato mi volevo manifestare come un essere umano, ma dall’altro non volevo, perché sentivo di essere spirito. Vedo cosa c’è dietro le quinte, l’uomo visibile è solo un ombra. Appena cambio il mio stato di coscienza vedo tutto, proprio come se fosse un film.”

Yogananda ha tracciato un sentiero interiore che fa entrare ciascuno in rapporto con la propria divinità.

Il Kriya Yoga, rimasto sepolto nelle età oscure, fu riportato alla luce in epoca moderna dallo Yogi immortale Mahavatar Babaji. Babaji incaricò Lahiry Mahasaya di insegnare il Kriya Yoga ad altri, affinchè questa antica scienza tornasse ad essere tramandata da guru a discepolo. Una grande rinascita spirituale, ignota alla gran parte dell’umanità, ebbe inizio in un angolo remoto di Benares (India).

Come non si può impedire ai fiori di diffondere la loro fragranza, così i devoti dell’India cominciarono ad affluire come api in cerca del divino nettare di questo maestro liberato (Lahiry Mahasaya).

“A volte mi trovavo immerso nella coscienza del mio vero spirito, affioravano in me chiare reminiscenze di una vita lontana, in cui ero uno yogi tra le nevi dell’ Himalaya.”

I filosofi occidentali parlano della morte di Dio, per Yogananda non è la morte di Dio, ma è la re-concettualizzazione del divino.

“La spina dorsale e il cervello sono gli altari di Dio. E’ lì che fluisce l’elettricità di Dio, per giungere nel sistema nervoso e nel mondo. E i fari dei vostri sensi si volgono verso l’esterno. Ma quando ne invertite la direzione, grazie al Kriya Yoga, e sarete concentrati sulla spina dorsale, vedrete il Creatore… non è una verità di fede o un dogma, ma una scienza dell’anima e dello spirito. Lo scopo è capire come l’anima è discesa dalla Coscienza cosmica in questa terra, nel corpo e nei sensi.”

“Per me questa terra non è altro che tante scene di un film. Proprio come il fascio di luce [che scaturisce dal proiettore] che crea un film. Ogni cosa è fatta di luci e di ombre. Questo è ciò che siamo: luci e ombre del Signore. Nient’altro che questo. E il nostro scopo è uno solo: raggiungere quel fascio di luce.”

Il sentiero spirituale è tutt’altro che facile, richiede che ci disfiamo di tanti aspetti della nostra indole.

“Senza severità il duro nocciolo dell’egotismo è difficile da rimuovere. Questo trattamento perfetto per demolire l’ego era duro da sopportare, talvolta sentivo che metaforicamente egli [Swami Sri Yukteswar Giri] scopriva ed estirpava ogni mio dente cariato. Molti insegnanti vi diranno di credere e di chiudere gli occhi della ragione; il mio guru mi disse: ‘Voglio che tu tenga gli occhi della ragione bene aperti, in più io aprirò in te l’occhio della saggezza’.”

Ero un uomo totalmente frustrato, avevo creduto che il denaro potesse darmi la felicità, ma niente sembrava soddisfarmi. Ero scettico… come lo erano tutti. (James Lynn, magnate del petrolio e delle assicurazioni).

“Siedi eretto, con le spalle indietro e il mento parallelo al suolo. Concentrati sul punto fra le sopracciglia [alzando gli occhi verso la radice del naso], il centro del pensiero, della volontà e della concentrazione. E continua a ripetere: ‘Rivela Te stesso, come Gioia, Saggezza e percezione spirituale’. Ripeti ancora e ancora: ‘Rivelati’.” (Yogananda a James Lynn; quest’ultimo divenne uno yogi molto progredito).

“Il vero cristianesimo è andato perduto ed è stato dimenticato; lo stesso è accaduto agli antichi insegnamenti dell’India. Entrambi devono essere riportati in vita come unica via maestra per l’Infinito.”

Uno dei punti chiave della popolarità di Yogananda in America fu il suo amore e la sua devozione per Gesù. Pose Gesù sull’altare insieme con Krishna e con la linea di successione dei suoi Guru. Egli diceva che Gesù rappresenta il nostro ideale: “Questo è chi siete, questa è la vostra capacità di aprirvi al mistero divino, in modi che non avreste creduto possibili.” Gesù è venerato in India, questo la gente non lo sa, ma è considerato un’incarnazione di Dio, uno Yogi supremo [non a caso Yogananda scrisse un libro intitolato ‘Lo Yoga di Gesù’]. Il valore degli insegnamenti di Yogananda stava nel punto di partenza scelto: il fatto che esiste per tutti l’opportunità di capire chi siamo veramente. Ciò che è vero di Gesù, è vero anche di tutti noi. Non parla affatto di religione, ma ciò che sta dietro la religione: meditare, è questo che ha detto: “Meditate!”

“Gli esercizi di contrazione ricaricano il corpo di energia vitale universale. L’energia, se distribuita uniformemente nel corpo, è ciò che previene l’insorgere delle malattie. Non dovete aver paura dei germi. Se il vostro corpo sarà saturo di energia, verranno fulminati.”

Tutto ciò che fate ha un effetto sul cervello: contraendo i muscoli attivate i lobi frontali, si riduce l’attività dell’ormone dello stress, la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Questo prepara la vostra mente a fare qualsiasi cosa vogliate. (Andrew Newbwrg, medico e pioniere della neuroteologia).

“Senti le correnti vitali che risalgono e discendono la spina dorsale, imparando a guidare le correnti vitali intelligenti nel sistema nervoso, si possono purificare il corpo e il cervello. Risali e discendi la spina dorsale, percependo i centri spinali [chakra] e cantando mentalmente Om.” (Yogananda ad Amelita Galli-Curci, soprano lirico di fama mondiale)

“In America sono tutti sempre affaccendati. Se continuerete a correre dietro a troppe distrazioni, non vi resterà il tempo per fare l’esperienza della beatitudine.”

“Voi non dormite nel modo giusto. Subconsciamente vi preoccupate delle bollette da pagare e permettete ai film mentali dei sogni di turbarvi il sonno. Chiudendo gli occhi e raggiungendo il giusto grado di rilassamento, io riesco a rimanere addormentato per diverse notti; e riaprendo gli occhi e ricaricando il corpo, posso rimanere sveglio per parecchi giorni.”

“La volontà umana è la dinamo dell’esistenza.”

La forza di volontà è davvero un requisito imprescindibile del progresso spirituale. Yogananda definiva la forza di volontà come ciò che trasforma il pensiero in energia.

Durante una conferenza Yogananda chiese a sei uomini di mettersi in fila, ciascuno con le mani poggiate sulla schiena del proprio vicino; Swuamiji disse al primo della fila di poggiare le mani sul suo stomaco [lo stomaco di Yogananda, che si trovava di fronte a lui], gli bastò irrigidire leggermente il corpo e dare una spinta con lo stomaco per scaraventare i sei uomini a terra sul palco.

Qual è la chiave del successo? Il potere della concentrazione. Voi meditate per acquisire il potere della concentrazione.

Riusciva a controllare il cuore e fermava i battiti; accorrevano i medici, che gli controllavano il polso, e dicevano: “Sta morendo, non c’è polso!”, e poi riusciva a ritornare in vita.

“Non credetemi sulla parola. Applicate queste tecniche e scopritene voi stessi l’efficacia.”

“E’ molto importante creare una chiesa interiore, ed essere i sacerdoti del Tempio della vostra anima.”

Durante la meditazione avvengono dei cambiamenti nel cervello: nelle risonanze magnetiche abbiamo constatato che varie aree cerebrali diventano più attive; ciò che si riscontra mentre si è in meditazione è una cospicua riduzione dell’attività in quell’area del cervello preposta a creare il senso dell’ io e dell’orientamento nello spazio e nel tempo [area in basso a destra]. Riducendo via via l’attività in quell’area fino ad arrestarla, si giunge ad inibire il senso dell’io come entità distinta dal resto del mondo e si inizia a percepire quel senso di profondo legame di unità con tutte le cose.

Io sono un fisico e un medico. Ho trascorso diversi anni ad Harvard tra il dipartimento di fisica e la scuola di medicina, ma quei due mondi non comunicano tra loro; essendo cresciuta in un paese rurale come il Mississippi, ed entrando in contatto con la filosofia vedica, ho sentito nascere in me una profonda convinzione nell’unità di tutta la natura, desidero l’unificazione di questi diversi campi della scienza, da qui l’idea di voler combinare il mondo della fisica e quello biomedico. La fisica del secolo scorso non ha ancora una comprensione adeguata della vita, degli organismi viventi e della coscienza. Gli scritti di Yogananda sono molto appetibili per chi ha gusti scientifici. Egli si era votato alla missione di conciliare la tecnologia, l’efficienza materiale e le conoscenze scientifiche dell’occidente con l’antica sapienza spirituale dell’oriente, e di creare un modello unificato e un approccio integrato per condurre la nostra esistenza su questo pianeta. (Dr. Anita Goel, fisico e medico).

“L’illusone cosmica ci tende dei tranelli approfittando della nostra ignoranza.”

Il movimento per i diritti civili sarebbe nato diversi decenni dopo, e fu in effetti ispirato da una rivoluzione che stava divampando in India. Molti non si rendono conto che Gandhi era uno Yogi e che metteva in atto su larga scala i principi fondamentali dello Yoga, come la nonviolenza.

Yogananda, da yogi qual era, parlava della capacità di dominare i propri impulsi sessuali, di autodisciplina, ma spesso queste cose erano equivocate, come se avessero implicazioni scandalose.

Nelle sue ore più buie c’era solo un luogo dove Yogananda si rifugiava: dentro di sé.

Tante volte ho tentato di sottrarmi a queste responsabilità organizzative, ma ogni volta la Madre Divina viene, mi prende per l’orecchio e mi dice: ‘Torna.’ Quando ricevetti quella risposta piansi, ma sapevo che dovevo tornare, sapevo che questo era quello che Dio voleva da me. Abbandonare tutto con il pretesto della rinuncia o del distacco è la via più facile, ma vivere una vita santa nella giungla della civiltà è prova di una fibra spirituale più forte. Io amo tutti, anche quelli che si dichiarano miei nemici, perché vedo Te in ogni creatura. Ricostruirò questa organizzazione partendo da zero, proprio come ho fatto quando giunsi dall’India nel 1920.

L’esecuzione ripetuta di un’azione crea un modello mentale, producendo nel cervello sottili tracce elettriche simili in qualche modo ai solchi di un disco [dischi da grammofono]. La vostra vita segue i solchi che voi stessi avete tracciato nel cervello.

Pare che Yogananda parlasse di neuroplasticità quasi cinquanta anni prima che la medicina occidentale se ne interessasse. Diceva che la pratica regolare consente di riorganizzare i circuiti cerebrali e di eliminare abitudini indesiderate.

Non si tratta di repressione, ma di trasformazione; ricanalizzare, in questo consiste lo yoga, ricanalizzare la propria energia, creare nuove modalità di pensiero, nuovi modelli di vita emozionale. (Bro. Anandamoy, discepolo e monaco)

Quando lanciava quegli sguardi penetranti ti trasformava: diceva che trasformava le tue cellule cerebrali, e… era vero! (Sister Parvati, discepola e monaca)

C’è solo un sottile schermo di etere tra il mondo e il mio guru, egli mi lancia notte e giorno il suo richiamo: ‘Ritorna in India, devi venire. Fai uno sforzo supremo!’ Superando 15.000 km in un batter d’occhio, il suo messaggio era penetrato dentro di me come una folgore. Ho trascorso quindici anni in America diffondendo gli insegnamenti del mio guru, ora egli mi richiama a sé.

E’ bello lavorare tra gente spirituale senza bisogno di doverla persuadere.

Se non fosse per qualche amato discepolo di Mt. Washington non sentirei alcun desiderio di tornare in America; pregherei in riva allo Jamuna dove Krishna suonava il suo flauto di eternità e non toccherei mai le rive della vita materiale.

Il Signore mi sta mostrando che dovunque mi trovi quella è la mia casa. La mia casa è sul treno, poi sarà nell’albergo e infine sulla nave. Come posso lasciare la mia casa se è ovunque?

Dopo la morte del suo guru, qualcosa cambiò in lui: viveva questi profondi stati di coscienza. I suoi occhi diventavano vitrei, si ritirava in sé e non era più lì… sembrava che il cuore gli si fermasse… ci aveva detto che ogni volta che andava in Samadhi potevamo farlo uscire da quello stato cantandogli Om nell’orecchio destro [probabilmente perché si riattiva la parte sinistra del cervello, ovvero la parte logica].

Il mio corpo diventava rigido come pietra. E tuttavia ero pienamente cosciente. E tutto era luce.

L’ Autobiografia di uno Yogi è stata la prima biografia di un autentico santo indiano.

La mente umana può e deve sprigionare dentro di sé energie più potenti di quelle contenute dalle pietre e dai metalli, affinchè il gigante atomico appena scatenato non porti il mondo ad una insensata distruzione.

Siamo cresciuti pensando che la mente è qualcosa che risiede da qualche parte nel nostro cervello, ma in realtà la mente è ovunque. (George Harrison, musicista dei Beatles)

Yogananda capiva che se non si riusciva a far giungere alla gente il messaggio dello Yoga sulla capacità di ogni essere umano di fare l’esperienza dello Spirito dentro di sé, il mondo non sarebbe sopravvissuto alla transizione nell’era atomica.

Se non praticate gli insegnamenti qui, non rimarrà nessun’altra foresta in cui farlo. (Anand Mehrotra, fondatore del Sattva Yoga).

Uscendo dal servizio in memoria di Steve Jobs, ci hanno lasciato una copia del libro di Yogananda [al suo funerale furono distribuite 800 copie dell’ Autobiografia di uno Yogi, l’unico libro che Jobs aveva nel suo iPad]. L’ultimo messaggio che Steve Jobs ci ha lasciato è stato: ‘Realizzate voi stessi.’ Era il messaggio di Yogananda! (Marc Benioff, amministratore delegato della Salesforce.com, Silicon Valley)

La sera prima, camminando lungo il corridoio, si voltò verso di me e mi disse: “Sai, è solo questione di ore e me ne sarò andato.” (Yogananda a Sri Daya Mata, presidente della SRF)

“Quando morirò voglio che accada mentre parlo della mia America e della mia India.”

Conclusione del suo ultimo discorso: “Fiori di loto, stupendi scenari e saggi, le tue ampie porte sono spalancate, per accogliere i veri figli di Dio di tutti i tempi. Là dove il Gange, le foreste, le grotte dell’Himalaya e gli uomini sognano Dio, io sono stato consacrato. Il mio corpo ha toccato quella terra.”

E poi cadde al suolo…

Mentre mi chinavo su di lui, una forza straordinaria mi pervase il corpo insieme a un messaggio rivolto alla mia anima: ‘Questa volta non potrai farlo tornare.’ (Sri Daya Mata)

Secondo la sacra tradizione Yoga i Maestri sanno quando è il momento di lasciare il corpo, e così la coscienza trasmigra in uno spazio ben più vasto.

“Osserva lo spettacolo dell’universo, ma non lasciarti coinvolgere in esso. Io vedo la vita e la morte come il sollevarsi e il ricadere delle onde del mare. Io sono l’Oceano della Coscienza.”

GRAZIE MAESTRO YOGANANDA

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