Gustavo Adolfo Rol, un uomo pieno di luce

By on 1-05-2017

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Sono ormai passati più di vent’anni dalla scomparsa di un personaggio straordinario, il cui livello di spiritualità (indubbiamente elevatissimo) gli consentiva di compiere fenomeni, da lui chiamati esperimenti, che un uomo comune definirebbe paranormali. Stiamo parlando di un Maestro Spirituale italiano (di orientamento cristiano-cattolico), la cui lunga ricerca, seguita da una crisi mistica, lo condusse all’esperienza unica dell’illuminazione, dopo la quale cominciò a manifestare una complessa fenomenologia che oggi viene classificata dagli studiosi in 49 classi differenti; annoveriamo tra queste: chiaroveggenza, bilocazione, levitazione, precognizione, telepatia, telecinesi, viaggi nel tempo, poteri terapeutici. Venne definito “l’uomo dell’impossibile”, alla stregua di un mago, di un taumaturgo, di un sensitivo, di un veggente, di un medium; tuttavia egli si considerava “un essere molto più alla buona, meno importante… ma diverso“; il suo nome era Gustavo Adolfo Rol.

Risparmiandovi i dati biografici più superficiali (che si possono facilmente reperire sul web), elencando solo quelli necessari alla comprensione della figura di Gustavo Rol, voglio soprattutto parlarvi della ricerca, della missione e della totale dedizione al prossimo di questo grande uomo:

Come e da dove partì la sua ricerca?

Già da bambino Gustavo Rol aveva un carattere schivo e introverso, amava talvolta isolarsi ed osservare, nutrendo la propria curiosità e il proprio istinto; la sua grande passione per l’arte (musica, pittura e poesia) lo accompagnò per tutta la vita, divenendo un mezzo fondamentale attraverso cui dar luogo agli esperimenti di cui vi ho già accennato.

Sentì ben presto il bisogno di indagare il proprio mondo interiore, paragonando la propria anima all’incurabile malinconia della Luna”; stavasi radicando in lui un desiderio profondo di conoscenza, concomitante ad una profonda sete di libertà. Trovatosi completamente solo, ad un certo punto della sua vita, la sua introspezione lambiva la disperazione, non riusciva più a dar sfogo alla propria vena artistica poichè nessuno era più in grado di comprendere i motivi della sua irrequietudine e della sua vocazione che nutriva la ricerca interiore.

Come disse, però, il grande Albert Einstein (a proposito del quale ritorneremo in seguito): <<La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere “superato”>>. E fu così anche per Rol, il quale a Marsiglia, incuriosito da un semplice mazzo di carte da gioco, iniziò un lunghissimo studio sul rapporto che lega il cervello alle leggi che regolano la materia.

Utilizzava le carte da gioco perchè secondo lui il colore, il numero e il disegno della carta avevano un significato facilmente comprensibile: il suo intento era quello di scoprire se la carta era rossa o nera, cercando di organizzare il proprio cervello in maniera da poterne stabilire appunto il colore, finchè egli non riuscì ad indovinare il colore di tutte e 52 le carte (coperte ovviamente).

A proposito di ciò egli scrisse sul suo diario: <<Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere, la potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla.>> Colore, suono e calore sono onde di energia descritte da equazioni simili, nel momento in cui queste tre energie entrano in risonanza è come se la materia reagisse ad un tipo di legge diversa: semplicemente pensando al colore verde (colore di mezzo nell’arcobaleno) e ascoltando la quinta musicale, suonata da lui stesso con il violino (cioè due note suonate insieme che costituiscono un intervallo di quinta giusta, si tratta di un preciso rapporto che crea la stessa quantità di vibrazioni del colore verde) Rol era in grado di trascendere la materia, di percepire una profonda sensazione di calore (calore interiore) che gli consentiva di vedere oltre.

Proprio grazie alla scoperta di questa misteriosa legge della natura Rol ha accesso a quelle possibilità (perchè non si tratta di poteri come lui stesso affermava) che lo trasformano in un ponte che connette l’aldilà e l’aldiquà. La potenza di questa legge, però, lo ha sconvolto a tal punto da portarlo a scrivere queste parole: <<Non ho ideale, non ho pace, mi sento un Santo ed un criminale ad un tempo, eppure non ho adorato nessun dio e non ho ucciso nessun uomo. Io cammino per una strada che non è la mia, questa strada è troppo popolata e tutto il popolo mi è indifferente e sconosciuto; è così che mi sento immensamente solo ed immensamente infelice, è così che io cammino adagio adagio verso quella fine che non viene mai, incompreso da tutto e da tutti, trascinando meco il peso di una saggezza che non è più di questo tempo, di una bontà che rasenta la pazzia. Sono un pazzo infelice, non sono un uomo, sono un ombra che fugge tutto e se stessa.>>

Quale fu la sua missione, i suoi insegnamenti e le personalità di spicco che ebbero la fortuna di incontrarlo?

In quel periodo di totale sconforto e di totale confusione, Rol, rifugiatosi in un convento, pregò, meditò, immergendosi in un cammino di profonda ricerca esoterica, avendo anche delle visioni mistiche. La madre ebbe un ruolo importante nello spronare il giovane Gustavo ad utilizzare quelle sue “facoltà” per aiutare il suo prossimo; fu tuttavia l’amore della moglie che lo aiutò a trovare il giusto equilibrio per gestire la sua incredibile rivelazione. D’altronde si sa: <<Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.>>

Rol intuì per la prima volta il tradursi in realtà di quella materia astratta che è fondamento invisibile di ogni opera sublime, prima fra tutte la Creazione. Dal momento in cui uscì dal convento, dunque dopo gli assidui studi sul proprio sè profondo (che tuttavia continuò ad approfondire fino alla morte) iniziò la sua vera missione: incoraggiare gli altri a guardare al di là delle apparenze, a sperimentare nella propria vita l’azione di quello che egli chiamava “spirito intelligente”.

Attraverso i suoi esperimenti Rol cercava di insegnare, a coloro che avevano il privilegio di assistere (tra cui la giornalista Giuditta Dembech, grazie alla quale abbiamo la possibilità di ascoltare la vera voce registrata di Rol) che esiste un territorio vasto e sconosciuto che solo l’intuizione del cuore può percepire, insegnava che La materia è spirito, è tutto spirito; ogni cosa ha il proprio spirito, le cui caratteristiche stanno in rapporto alla funzione della cosa stessa. Solo che quello dell’uomo, il top della Creazione, è “spirito intelligente”, perché l’uomo sovrasta ed è in grado, per quanto lo riguarda, di regolare, se non di dominare, gli istinti che sospingono incessantemente tutto ciò che esiste e si forma.” Insegnava che esiste un nesso comune e costante tra tutte le cose passate, presenti e future (ogni cosa è registrata nella Memoria Akashica); spiegava che utilizzando il metodo sperimentale si può percepire soltanto il 5% della realtà, in quanto i nostri occhi vedono una frazione infinitesima di ciò che la realtà è di fatto; ribadiva con forza che il mistero dell’esistenza dell’alidlà, per quanto fitto possa essere, non è del tutto insondabile poichè esistono dimensioni diverse, modi d’essere attraverso i quali lo spirito immortale snoda e rende percepibile la sua presenza. Chiariva ai più scettici che “nel miracolo una legge naturale non è sospesa, ma superata; nella natura tutto essendo energia, movimento ed illusione”. Lo stato che gli permetteva di accedere a quelle possibilità veniva definito da lui stesso coscienza sublime, cioè la totale unione con l’Assoluto, un’interezza senza separazione alcuna.

Divenne un personaggio così importante e misterioso tanto che i più grandi personaggi della storia del Novecento vollero incontrarlo (alcuni di loro ebbero prova delle sue facoltà), tra questi ricordiamo: Benito Mussolini (al quale Rol preannunciò l’esito della guerra, suscitando così l’ira del duce), Gabriele D’Annunzio, Papa Pio XII, Enrico Fermi, Albert Einstein, Charles De Gaulle (il quale era intimorito dalla possibilità che i segreti dello Stato francese venissero a conoscenza di estranei per merito di Rol), Salvador Dalì, Pablo Picasso, John Fitzgerald Kennedy (al quale fu preannunciata la tragica morte), Giovanni Agnelli, Federico Fellini (suo grande amico), Franco Zeffirelli, Dino Buzzati e tanti altri illustri personaggi, tra cui capi di stato, stelle del cinema e politici; persino Adolf Hitler desiderò invano Rol tra i suoi consiglieri.

Particolarmente importante fu l’incontro con Einstein: al cospetto del grande scienziato il giovane Gustavo compì un apporto, cioè riuscì a materializzare qualcosa… era una rosa, suscitando nel grande Albert l’entusiasmo e il divertimento di un bambino. A proposito di questo meraviglioso incontro tra due giganti del pensiero umano, lo stesso Rol disse: <<Ho avuto la fortuna di contattare Albert Einstein, il quale non mi dimostrò alcuna ostilità; mi disse che la luce è l’ombra di Dio, perchè tutto ciò che è materia proietta un’ombra… scura, mentre Dio quando si materializza diviene luce!>>

In che modo si auto-descriveva Gustavo Rol?

Gustavo Rol diceva di sè: <<Io sono la grondaia che convoglia l’acqua che cade dal tetto. Non è quindi la grondaia che va analizzata, bensì l’acqua e le ragioni per le quali “quella Pioggia” si manifesta>.

 A coloro che domandavano il perchè si definisse una grondaia egli rispondeva: <<Perchè sono cosciente di non possedere neppure ciò che dono.>> Questa è la più bella e soddisfacente auto-descrizione di Rol, il quale spiegava che nei suoi esperimenti è la psiche a far da grondaia allo spirito, in quanto nel momento in cui l’uomo (il cui spirito è troppo grande per essere confinato in uno spazio ed in un tempo così ristretto, come quello che un corpo fisico vive tra la nascita e la morte) si ispira a Dio, trova la formula per evadere dalla forma che incatena la materia.

La figura di Gustavo Adolfo Rol è tanto affascinante e profonda quanto misteriosa ed arcana: di lui si può dire di tutto, tranne che fosse un ciarlatano, uno spiritista (Rol denunciava come volgare lo spiritismo) o un abile prestigiatore (come purtroppo alcuni hanno osato affermare), perchè anche se così fosse (ipotesi per assurdo) non gli si può negare il grande amore che riusciva a trasmettere al suo prossimo: spesso al mattino si recava negli ospedali per confortare i malati o per accompagnarli nell’altra dimensione, diffondendo un senso di pace e gioia, non per forza attraverso gli esperimenti (che non erano il fine, bensì il mezzo attraverso cui aprire gli animi delle persone e renderle recettive ad accogliere il vero messaggio, cioè che la forza dello spirito può dominare la materia), ma attraverso delle semplici parole.

Era assolutamente favorevole alla collaborazione da parte degli scienziati, poichè questi ultimi, nel cercar di penetrare, di riprodurre e di comprendere quei fenomeni, avrebbero capito che non c’era trucco e avrebbero avuto una porta socchiusa; era convinto, inoltre, che un giorno la scienza sarebbe riuscita a sviscerare lo spirito e che, nell’istante stesso in cui perverrà ad identificarlo, a tanto giungerà l’ansia dell’uomo.

Il fenomeno Rol è troppo grande e complesso per essere compreso in questo secolo rumoroso e materiale, forse egli verrà compreso dopodomani… non mi resta che lasciarvi con un’ultima sua perla di saggezza e con un video (che è l’estratto di un documentario) che vi aiuterà ad approfondire la figura di quest’uomo straordinario, mandato da Dio (come tanti altri) per far evolvere le coscienze:

“Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell’amore che non abbiamo donato. L’amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l’eternità.”

 

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