Essere genitori del Nuovo Mondo

By on 2-27-2017

genitori nuovo mondo

 

Spesso mi chiedo a cosa pensino gli uomini e le donne quando decidono di concepire un figlio e se
ne abbiano mai colto profondamente il significato.

È una domanda che nasce dall’esperienza personale, perchè quando io e mio marito abbiamo deciso di concepire la nostra primogenita, non eravamo assolutamente consapevoli di quello a cui saremmo andati incontro, nè tanto meno avremmo immaginato che questa esperienza ci avrebbe completamente cambiato la vita.

Quando mi resi conto di essere incinta ero al settimo cielo ed iniziai immediatamente a darmi da fare per preparare tutto l’occorrente per accogliere la bimba che portavo in grembo: il corredino, la cameretta, le tutine, la culla…
Tutto estremamente bello ed entusiasmante, se non fosse che non avevo assolutamente preso in considerazione dei tasselli fondamentali come la qualità del mio pensiero, l’onestà dei sentimenti che provavo nei riguardi di me stessa, i fardelli pesanti che mi portavo sulle spalle, memorie familiari ormai congelate nel mio inconscio.

Oggi sono del tutto certa che il lavoro urgente da fare, prima di decidere di mettere al mondo un figlio, sia quello di chiedersi a quale livello di consapevolezza di sè stessi e del mondo si sia giunti, perchè in questo periodo di cambiamento ed evoluzione della specie umana, è fondamentale crescere delle Anime integre, non contaminate da forme di pensiero distorte e da stress, che siano emotivamente intelligenti, che conoscano il vero significato delle parole unione, condivisione, amore…

Vorrei proseguire fecendo una premessa importante: ormai è risaputo, dalle moderne teorie di fisica quantistica, che il pensiero è una forma di energia e, come tale, ha una sua specifica vibrazione.
Il tipo di vibrazione e la qualità energetica del nostro pensiero sono determinate dal nostro personale approccio alla vita e dalla percezione che abbiamo di quello che ci accade mentre viviamo.
Capirete bene quindi, che il potenziale energetico espresso da un pessimista cronico non potrà certamente essere comparabile a quello di un ottimista di natura.
Inoltre, numerosi studi in campo epigentico dimostrano, inequivocabilmente, che ciò che pensiamo e che crediamo determina inevitabilmente la nostra vita e la nostra salute.

Fatta questa premessa vorrei domadarvi: vi siete chiesti cosa potrebbe accadere ad un bambino nella pancia di una mamma profondamente stressata?
Il bambino condivide con la madre non solo il nutrimento ma anche i pensieri e la sua sfera energetica: se tale energia non è benefica, si inizia già dall’utero a condizionare la vita della nuova creatura.

Quando mi recai a fare il controllo tra il sesto e il settimo mese di gravidanza, la mia ginecologa mi disse che Aurora si era girata in posizione podalica, il che avrebbe significato la possibilità di effettuare un taglio cesareo, in alternativa al parto naturale, qual’ora non si fosse girata.Mi forní il nome di un ostetrica che lavorava ed organizzava corsi preparto nel reparto di ginecologia ed ostetricia della mia zona.
Grazie a lei, una donna meravigliosa, entrata certamente non per un caso nella mia vita, iniziai un profondo cammino di ricerca interiore.
Ella mi spiegò che i bambini arrivano sempre per una ragione, portando con sé un messaggio per i loro genitori: qualcosa, nel profondo della mia Anima, mi diceva di affidarmi a questa possibilità e non mi sbagliai affatto.

Nonostante le numerose sedute di moxa (un antica pratica terapeutica orientale che consiste nella stimolazione, attraverso il calore, di un punto del piede, corrispondente al meridiano energetico che passa per l’utero e che dovrebbe indurre il bimbo a fare la “capriola”), le visualizzazioni individuali e di coppia, effettuate nel tentativo di comunicare con la mia bambina e convincerla a girarsi, Aurora restò in posizione podalica e, quando la diedi alla luce, anzi, quando la tirarono fuori dalla mia pancia, capii che portava con sè una rivoluzione.
Il mondo, nel quale stava approdando, non vibrava in sintonia con la sua energia e nemmeno la sua mamma.
Il fatto di trovarsi seduta invece che a testa in giù era una chiara presa di posizione.
Fin dal primo giorno Aurora diede chiari segni di insofferenza e scarsa adattabilità, probabilmente anche dovuta al tipo di parto: piangeva spesso e molto forte e il suo pianto mi debilitava, a tal punto da non sopportare di trovarmi da sola con lei.
Il suo modo di essere mi esponeva ad un dolore mai provato prima, mi sentivo inadeguata, incapace di accudirla, persa, a tratti sfiorai la depressione.
Divenni insopportabile, discutevo spesso con il mio compagno e non riuscivo a trovare pace.
Aurora era il mio specchio: la mia inquietudine, il mio nervosismo, la mia insicurezza e vulnerabilità si esprimevano concretamente nel suo pianto.

Mi resi conto di non avere scelta: non potevo temporeggiare, era arrivato il momento di muovermi e di capire quello che mia figlia era venuta a dirmi.
Mi sentivo completamente svuotata; faticosamente iniziai a risollevarmi da quel tornado che aveva buttato per aria tutti i pezzi che fino a quel momento avevo messo insieme, credendo che fossero quelli giusti e al posto giusto, e ricominciai a riavvicinarli, scartando quelli che non mi serebbero più serviti.
Realizzai di essere ancora una bambina indifesa, insicura, che nella vita aveva fatto solo quello che le era stato chiesto di fare e non quello che avrebbe volute fare, che aveva cercato di essere la confidente e la protettrice di una madre troppo fragile e sensibile per sostenere un divorzio e una mamma per i suoi tre fratelli, dimenticandosi completamente di esistere, senza rendersi conto di quanto invece fosse insoddisfetta di sè stessa.
La paura e il senso di responsabilità mi avevano congelata: mi ero adattata a vivere una vita che non era la mia.
Aurora arrivando non poteva “trovarmi”, perchè il mio pensiero e le mie energie non erano sintonizzate nella sua direzione.
E cosa fa un neonato separato dalla madre? L’unica cosa che l’istinto lo porta a fare: piangere di dolore…
La nascita di Aurora è stata varamente un alba per me, un’occasione per rinascere nuovamente.
Potrei scrivere un libro su quello che scoprii scavando nel profondo di me e su quello che scopro ancora oggi.
Sono riuscita a vincere il senso di colpa per non essere stata la madre che avrei voluto essere per Aurora, nei primi mesi della sua vita.
Il cammino che ho intrapreso mi ha permesso di comprendere che, inizialmente, non avevo i mezzi per esserlo e che se lei mi aveva scelta come madre, era perchè attraverso di me la sua Anima doveva imparare qualcosa per evolvere, cosí come la mia si è evoluta, a sua volta, in relazione a lei.

Ora che sapete di più sulla mia storia, posso dirvi che senso ha per me mettere al mondo un figlio, e vorrei farlo attraverso una frase a me molto cara:

“Un bimbo che nasce non nasce mai per caso. E se mi chiedete per quale ragione è nato vostro figlio, vi risponderó affinchè sappiate cosa avete nella vostra mente. È così che gli uomini e le donne imparano a conoscersi: attraverso i loro figli.”

Omraam Mikhael Aivanhov

Conoscienza, consapevolezza, cambiamento ed evoluzione.

Per conoscere dobbiamo cercare nella nostra mente e trovare la consapevolezza di ciò che realmente siamo; per evolvere dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e di vedere il mondo, uscire dagli schemi imposti da una società che ci vuole divisi e diversi e trovare nuovi strumenti per affrontare la realtà.
Dobbiamo crescere i nostri figli cercando di assecondare le loro inclinazioni naturali, senza condizionarli con i soliti concetti di giusto e sbagliato, di buono e cattivo che servono solo a bloccare il nostro sè autentico.
Dobbiamo permettere loro di spiccare il volo: i nostril figli non ci appartengono, dovranno sentirsi liberi di esprimere se stessi e di portare la loro autenticità al mondo.

sappiate cosa avete nella vostra mente. È così che gli uomini e le donne imparano a conoscersi: attraverso i loro figli.”

Omraam Mikhael Aivanhov

Conoscienza, consapevolezza, cambiamento ed evoluzione.

Per conoscere dobbiamo cercare nella nostra mente e trovare la consapevolezza di ciò che realmente siamo; per evolvere dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e di vedere il mondo, uscire dagli schemi imposti da una società che ci vuole divisi e diversi e trovare nuovi strumenti per affrontare la realtà.
Dobbiamo crescere i nostri figli cercando di assecondare le loro inclinazioni naturali, senza condizionarli con i soliti concetti di giusto e sbagliato, di buono e cattivo che servono solo a bloccare il nostro sè autentico.
Dobbiamo permettere loro di spiccare il volo: i nostril figli non ci appartengono, dovranno sentirsi liberi di esprimere se stessi e di portare la loro autenticità al mondo.

L’industria del farmaco sforna campagne da terrorismo psicologico, per convincerci a vaccinare i nostri figli, all’età di tre mesi, con un cocktail chimico che farebbe saltar per aria il sistema immunitario di un adulto: ma per proteggerli da quali malattie esattamente?
Tutto è abilmente costruito per mettere a tacere il nostro istinto naturale: ogni donna sa perfettamente cosa fare con il proprio bambino ed ogni uomo sa cosa fare per proteggere questa diade durante il periodo primale, il periodo in assoluto più delicato nella vita di ogni essere umano, perchè su esso si gettano le fondamenta dell’adulto che verrà.
Abbiamo perso il contatto con noi stessi e con la naturale armonia del mondo, ci sentiamo divisi ed incapaci, abbiamo bisogno di manuali ed esperti che ci dicano come crescere i nostril figli.

Se non facciamo uno sforzo per riconetterci alla nostra natura, saremo sempre più infelici, i nostri pensieri saranno sempre più grigi e cupi, continueremo a vivere legati ai retaggi dei nostri antenati.
Ma come faremo a crescere delle generazioni destinate a cambiare il mondo, a rendere il nostro pianeta il posto meraviglioso che DEVE essere?

La mia missione in questa vita è quella di indirizzare uomini e donne verso una genitorialità consapevole.

Prima di decidere di mettere al mondo un bambino chiedetevi cosa vi spinga a farlo.
Prima di giudicare buono o cattivo un atteggiamento dei vostri figli, cercate di capire cosa muove quell’atteggiamento dentro di voi, perchè la maggior parte delle volte la risposta si trova proprio lí.

I bambini imparano dal nostro esempio: non sarà urlando, picchiando, intimando o ricattando che li educherete.

Lavorate sulla vostra mente, liberatevi dai condizionamenti, rendetevi liberi ed autonomi da questo assurdo sistema che ci tiene schiavi: il futuro è nelle nostre mani.

*Eliana*

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