Dormire: utile per imprimere le memorie

By on 12-06-2016

Vuoi una memoria da elefante?

Un vecchio proverbio dice ‘’ La notte porta consiglio ’’ e un altro dice ‘’ Gli elefanti non dimenticano mai ‘’ è questo lo conferma la scienza.

Gli elefanti costruiscono la loro memoria nel corso degli anni e la conservano, quella a lungo termine li fa sopravvivere nella natura, ad esempio, nel 1933 nel parco nazionale in Tanzania, ci fu una grande siccità e gli esemplari che andarono via dal parco riuscirono a sopravvivere meglio di quelli che rimasero.

Difatti, i pachidermi che se ne andarono erano abbastanza anziani da ricordare che tra il 1958 e il 1961 capitò già una calamità simile, gli altri erano troppo giovani.

Che una buona dormita li aiuti a ricordare meglio non si sa, ma negli esseri umani dormire aiuta a imprimere le informazioni appena imparate e anche a richiamarle alla mente ogni volta che c’è ne bisogno.

Un nome appena sentito o un numero di cellulare, svaniscono rapidamente se non diventassero ricordi permanenti, superando la memoria a breve termine e arrivando a quella lungo termine.

Questo processo si chiama ‘’ consolidamento della memoria ‘’ e accade quando si rafforzano le connessioni tra diverse regioni cerebrali e i neuroni. Di solito si modificano nei primi minuti o nelle prime ore che l’informazione è stata appresa.

La riorganizzazione delle reti neuronali che accompagnano i singoli ricordi, possono richiedere diversi giorni o anche diversi anni, dipende dalla flessibilità e dall’allenamento del cervello in questione.

Sono stati fatti degli studi a due gruppi di volontari che hanno imparato oralmente parole inventate molto simili a parole note ed esistenti, ad esempio ‘’ cattedrane ‘’ che è simile a ‘’ cattedrale ‘’.

Il primo gruppo ha memorizzato i termini la sera e subito dopo hanno effettuato un test, hanno dormito nel laboratorio mentre, tramite elettroencefalogramma (Eeg) gli veniva monitorata l’attività cerebrale, il mattino successivo hanno superato il test.

Al secondo gruppo hanno imparato le parole la mattina, effettuando il test la sera, senza dormirci su.

Il risultato?

Il primo gruppo ricordava più termini e li riconoscevano più velocemente.

L’elettroencefalogramma ha rivelato dalle loro onde cerebrali che nel sonno profondo il cervello consolida le informazioni.

Jakke Tamminen il responsabile dell’esperimento, della University of York dichiara <<I ricordi nuovi sono utili solo se riuscite a metterli in relazione con informazioni che già conoscete>>.

Ed è proprio questo che fa una notte di sonno profondo.

Sono stati fatti altri esperimenti e tutti lo confermano, il sonno non solo rinsalda i ricordi, ma li organizza e li ristruttura per favorire idee creative e nuove.

Ed al contrario, una notte in bianco comporta una memorizzazione scadente, restando sveglio fino al mattino preparando un esame potrà anche dare subito un buon risultato ma ciò che sarà stato appreso, nel giro di qualche giorno, verrà eliminato dal cervello.

Ricorda quindi, una lunga notte di sonno è importante per l’apprendimento e può essere prezioso anche un sonnellino a metà giornata!

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