Come funziona la disinformazione

By on 4-29-2017

disinformazione

 

C’era un tempo, non troppo lontano (relativamente parlando), in cui i governi e i gruppi di elite che ci controllavano non erano costretti a trincerarsi in guerre di disinformazione.

La propaganda era più diretta. Le bugie erano più elementari. Il flusso di controllo dell’informazione era diretto in modo semplice. Le regole erano imposte con la confisca della proprietà e l’esecuzione per chiunque deviasse dalla rigida struttura socio-politica. Coloro che possedevano informazioni teologiche, metafisiche o scientifiche fuori dalla visione collettiva convenzionale venivano torturati e schiavizzati. Le elite tenevano per se l’informazione, e cancellavano il resto dalla corrente identificativa principale, a volte anche per secoli prima che fosse riscoperta.

Con l’Avvento dell’anti- feudalesimo, e soprattutto dopo il successo della Rivoluzione Americana, esse non furono più capaci di controllare l’informazione con la forza e con le armi.

L’instaurarsi della Repubblica, con la sua filosofia di governo aperto e legge del popolo, costrinse la minoranza Aristocratica a congiurare in modo più subdolo per nascondere la verità e mantenere quindi il controllo mondiale senza esporsi al castigo delle masse.

Fu così che nacque la complessa arte della disinformazione.

La tecnica, la “magia” della bugia, fu perfezionata e rifinita. I meccanismi della mente e dell’animo umano divennero un’ossessione senza fine per il governo.

L’obiettivo era malizioso, ma socialmente rivoluzionario. Invece di sprecare le energie per dettare un vero modello della realtà, l’avrebbero lasciata andare alla deriva, oscurata in una nebbia di dati confusionari. Avrebbero avvolto la verità in un nodo inestricabile di distrazioni e costruzioni così elaborate che si sentirono certi che la maggior parte della gente avrebbe lasciato perdere, arrendendosi molto tempo prima di scoprire l’inganno. Lo scopo non era distruggere la verità ma nasconderla sotto gli occhi di tutti.

In tempi moderni, e con metodi accuratamente progettati, l’obiettivo è stato in buona parte raggiunto. Tuttavia questi metodi hanno delle debolezze intrinseche. Le bugie sono fragili. Richiedono un’attenzione costante per sopravvivere. L’esposizione di una singola verità può espandersi attraverso un oceano di bugie, facendole così evaporare istantaneamente.

In questo articolo analizzeremo i metodi utilizzati per alimentare e promuovere la crescita della disinformazione. Come identificare le sue strade e uscirne fuori, sfatando l’intero sistema di falsità una volta per tutte.

METODI DI DISINFORMAZIONE USATI DAI MEDIA

I media principali, una volta coinvolti col lavoro di indagine della corruzione governativa e di mantenimento delle elite, sono diventati oggi niente di più che un’azienda per Ufficiali corrotti e i loro manipolatori globali. I tempi del legittimo “giornalista investigativo” sono finiti (ammesso che siamo mai esistiti) e il giornalismo stesso è deteriorato in una piscina rancida di cosiddetti “editorialisti TV” che riportano le loro opinioni senza fondamento come fatti assodati. La cooptazione elitaria dell’informazione è andata passando da un sistema all’altro a partire dall’invenzione della stampa.

Tuttavia, il primo metodo di disinformazione ufficiale deriva dalla fruizione della supervisione giornalistica del magnate William Randolph Hearst, il quale credeva che la verità fosse “soggettiva” e aperta alla sua personale interpretazione.

Alcune delle principali tattiche usate dai media per traviare le masse sono:

Menti in grande, ritratta in piccolo: Le principali fonti mediatiche (soprattutto le testate giornalistiche) sono note per la pubblicazione flagrante in prima pagina di notizie disoneste e senza fondamento, poi quando vengono alla luce le ritrattano in sordina nell’ultima pagina. In questo caso, l’obiettivo è far passare la bugia nelle coscienze collettive. Una volta che è stata esposta è già troppo tardi, e la maggioranza della popolazione non farà più caso alle rivelazioni successive.

Fonti manipolate o non confermate riportate come Fatti: News via cavo spesso citano informazioni provenienti da fonti “non identificate”, fonti governative che hanno un piano o un’agenda ovvi, oppure fonti “esperte” non supportate da una visione “esperta” alternativa. L’informazione prodotta da questi esperti è solitamente basata su niente di più della cieca fiducia.

Omissioni calcolate: O  dati accuratamente selezionati. Un singolo pezzo di informazione o una parte di verità possono far deragliare un’intera storia basata sulla disinformazione. Così invece di mascherarla, semplicemente si comportano come se non esistesse. Quando un fatto viene omesso, la bugia può apparire perfettamente razionale. Tale tattica viene usata massicciamente anche dagli agenti della disinformazione e da giornalisti truffaldini nei dibattiti aperti.

Distrazione e l’arte della Rilevanza: Talvolta la verità salta fuori nella coscienza pubblica proprio laddove i media la seppelliscono. Quando questo succede semplicemente tentano di variare il tema di attualità e distrarre coloro che erano molto vicini dall’afferrarla. Il media lo realizza ripetendo ad oltranza la trasmissione di programmazioni su un tema che non ha niente a che fare con il fatto più importante sotto gli occhi di tutti. Ironicamente, i media possono prendere una storia di pochissima importanza, e continuare a trasmetterla fino alla nausea, perchè molte persone presumono che siccome viene riportata allora deve essere importante!

Dibattito disonesto: Alcune volte appaiono in TV uomini che davvero hanno interesse a ricercare la verità e portano informazioni basate su fatti reali. Tuttavia raramente gli è permesso divulgare il loro punto di vista senza doversi scontrare contro un muro di falsità e propaganda. Siccome i media sanno di perdere credibilità se non permettono di tanto in tanto anche la partecipazione di ospiti con punti di vista contrari, allora organizzano dibattiti TV specializzati in ambienti altamente restrittivi mettendo gli ospiti sulla difensiva, e creano difficoltà in modo tale che non riescano a trasmettere chiaramente le loro idee e fatti.

Gli esperti televisivi sono spesso addestrati nelle cosiddette “Tattiche Alinsky”. Saul Alinsky era un relativista morale e campione di bugie come strumento per il “bene comune”; praticamente un moderno Machiavelli. Le sue “Leggi per Radicali” erano probabilmente costruite per attivisti politici che si opponevano al governo e accentuavano l’utilizzo di qualsiasi mezzo necessario per la difesa di una determinata opposizione politica. Ma era davvero possibile difendere una politica costruita su falsità, usando menzogne più elaborate e sacrificando l’etica personale? In realtà le sue strategie costituivano il tracciato perfetto per istituzioni corrotte e governi che intendessero addomesticare le masse. Oggigiorno, le tattiche di Alinsky sono utilizzate più spesso dai governi che dall’opposizione.

Strategie Alinsky: Vincere ad ogni costo, anche se si deve mentire

Le tattiche di Alinsky sono state adottate dai governi e dagli specialisti della disinformazione in tutto il mondo; ma sono più evidenti nei dibattiti televisivi. Sebbene Alinsky predicasse il bisogno di confronto in società, le sue tattiche in realtà sono disegnate per circumnavigare reali e onesti confronti tra idee contrapposte con viscidi trucchetti e distrazioni. Esse, per il loro utilizzo attuale, possono essere così sintetizzate:

  • Il potere non è quello che tu hai, ma quello che il nemico pensa tu abbia

Si può vedere questa tattica sotto diverse forme. Per esempio, prospettando il proprio movimento come principale, e quello dell’avversario come accessorio. Convincendolo che la sua battaglia sia futile. Così potrebbe agire diversamente, o addirittura esitare non agendo per nulla basandosi sulla propria percezione del tuo potere. Spesso sentiamo questa frase: “Non c’è nulla che la gente possa fare…”  Questa è una proiezione dell’invincibilità esagerata designata dall’apatia suscitata nelle masse.

  • Non andare mai oltre l’esperienza del tuo pubblico, e laddove possibile, vai oltre l’esperienza del nemico

Mai farsi coinvolgere in un dibattito su una materia che non conosci almeno quanto se non meglio del tuo nemico. Se possibile, coinvolgilo in una situazione contraria. Cambia argomento. Cerca modi per aumentare l’insicurezza, l’ansia e l’incertezza nei tuoi oppositori. Questo è comunemente usato contro inconsapevoli interviste vie cavo la cui posizione è già settata per essere attaccata. Il pubblico è cieco di fronte agli argomenti irrilevanti su cui viene forzata l’attenzione. In televisione e alla radio, questo serve anche a far perdere tempo durante la trasmissione per prevenire che il pubblico esprima la propria posizione.

  • Fai in modo che l’avversario dimostri di essere all’altezza di ciò che promette

L’obiettivo è bersagliare credibilità e reputazione del rivale accusandolo di ipocrisia. Se il tattico riesce a catturare l’avversario nel più piccolo passo falso, si crea un’apertura per attacchi più estesi e si distrae il pubblico dalla questione morale più importante.

  • Ridicolizzare è l’arma umana più potente

La presa in giro è quasi impossibile da controbattere perchè basata sull’irrazionalità. Fa arrabbiare l’opposizione, che potrebbe reagire a tuo vantaggio. E funziona anche come pressante punto di forza contro il nemico nelle concessioni.

  • Una buona tattica fa divertire la gente

La popolarità del termine “Teebaggers” è un esempio classico; ha preso piede da solo perché la gente lo considera intelligente, e si diverte a dirlo. Mantenere le tue argomentazioni semplici e divertenti aiuterà i tuoi alleati ad essere motivati, e le tattiche a diffondersi spontaneamente, senza bisogno di istruzioni o incoraggiamento.

  • Una tattica che si trascina per tanto tempo diventa resistente

Vedi la regola n.5. Falla durare nel tempo. Se mantieni la tua tattica fresca, è più facile mantenere la gente attiva. Non tutti gli agenti della disinformazione sono retribuiti. Gli “useful idiots” (vengono chiamati così coloro che sostengono una causa o un’idea senza la consapevolezza di essere manipolati) devono essere motivati in altre forme. I disinformatori principali spesso passano da un metodo all’altro e poi lo riutilizzano.

  • Mantieniti pressante facendo leva con diverse tattiche e azioni e utilizza tutti gli eventi del momento per il tuo scopo

Continua a provare cose nuove per mantenere l’avversario in confusione. Come insegna uno degli approcci dei maestri dell’opposizione, colpiscili al fianco con qualcosa di nuovo. Mai lasciar loro possibilità di riposo e raccoglimento, o dar tempo di rivedere la strategia. Sfrutta gli eventi del momento e rivedili a supporto della tua posizione. Mai perdere l’occasione di creare una buona crisi.

  • La minaccia spesso spaventa più del fatto stesso

Questa va di pari passo con la regola n.1. La percezione è la realtà. Lascia che gli oppositori sprechino tutte le loro energie nell’aspettativa di uno scenario insormontabile. Le prospettive terrificanti possono facilmente avvelenare le menti e sfociare nella demoralizzazione.

  • La premessa maggiore nelle tattiche consiste nello sviluppo di operazioni che mantengano una pressione costante sull’avversario

L’obiettivo di questa pressione è forzare l’avversario a reagire e commettere errori che sono determinanti nel successo finale della campagna.

  • Se spingi un rifiuto in modo duro e profondo abbastanza, esploderà sul fronte opposto.

Come strumento di attivismo sociale, le tattiche di Alinsky sono state storicamente usate (ad esempio, da movimenti laburisti o operazioni speciali segrete) per forzare l’opposizione a reagire violentemente contro gli attivisti, i quali dirigono le simpatie popolari con la causa attivista. Oggi, falsi (o co.optati) movimenti radicali e rivoluzioni usano questa tecnica nei dibattiti come pure nelle azioni di strada pianificate e nelle ribellioni (la Siria è un esempio recente).

  • Il prezzo di un attacco di successo è un’alternativa costruttiva

Mai lasciar guadagnare punti all’avversario perché non hai pronta una soluzione al problema. Oggi, questo è spesso praticato in modo offensivo contro gli attivisti legittimi, come gli oppositori della Federal Reserve. Protesta che l’avversario sta meramente “puntualizzando il problema”. Chiedi loro di offrire non solo “una” soluzione, ma LA soluzione. Naturalmente nessuno ha “la” soluzione. Nel momento in cui falliscono e non riescono a proporre il miracolo richiesto, metti al bando tutte le argomentazioni e i fatti che hanno presentato in quanto inutili.

  • Aggancia il pubblico, paralizzalo, personalizzalo e polarizzalo.

Escludi il network di supporto e isola il pubblico dalla compassione. I sostenitori del pubblico saranno essi stessi esposti. Attacca i singoli, non organizzazioni o istituzioni. Le persone sono più veloci da colpire delle istituzioni.

Metodi di disinformazione utilizzati su internet

I troll, conosciuti anche come “paid posters” o “paid bloggers”, stanno aumentando e sono apertamente utilizzati da organizzazioni private e pure dai governi, spesso per scopi di marketing e per pubbliche relazioni (Obama è noto per questa pratica). Si tratta di un’industria in rapida crescita.

I troll utilizzano un’ampia gamma di strategie, alcune delle quali specifiche di internet, eccone alcune.

  1. Fare commenti oltraggiosi studiati per distrarre e vanificare. Una tattica Alinsky utilizzata per far presa sulla gente emotiva, sebbene sia meno efficace a causa della natura impersonale del Web.
  2. Atteggiarsi a detentore della verità, e poi fare commenti a discredito del movimento. Si è visto nei forum americani – i troll si sono presentati come sostenitori del Movimento della Libertà e poi hanno postato a lungo diatribe incoerenti in modo da apparire razzisti e alienati. L’obiettivo chiave era quello di fare allusioni sugli argomenti correnti del Movimento della Libertà e allo stesso tempo blaterare assurdità , in modo tale che le altrimenti valide argomentazioni sembrino ridicole per associazione. In casi estremi, questi “Cavalli di Troia” sono stati riconosciuti per postare incitazioni alla violenza – una tecnica ovviamente diretta a rinforzare le false asserzioni del gruppo propagandista come il SLCP (gruppo americano contro l’inquinamento), con il proposito che i Costituzionalisti si sentano minacciati da un potenziale terrorismo domestico.
  3. Discussioni comandate: i troll spesso partecipano a discussioni Web interessanti con l’obiettivo di portare fuori strada e frustrare la gente coinvolta.
  4. Risposte preparate: molti troll sono dotati di un lista di punti di discussione già preparati, destinati alla generalità, e risposte ingannevoli su argomenti onesti. Quando li postano le loro parole sembrano stranamente di plastica e ben provate.
  5. False associazioni: questo va di pari passo con il punto n.2 invocando gli stereotipi stabiliti dai “Cavalli di Troia”. Ad esempio definire coloro che sono contrari alla Federal Reserve come “teorici cospirazionisti” o “pazzi alienati”; associare deliberatamente movimenti no global con razzisti o terroristi locali, a causa dell’intrinseca connotazione negativa; e usare false associazioni per creare pregiudizi e dissuadere le persone dall’esaminare obiettivamente le evidenze.
  6. Falsi moderatori: Fingere di essere la “voce della ragione” in un argomento con margini ovvi e definiti nel tentativo di trascinare la gente dalla chiara verità in “un’area grigia” dove la verità diventa “relativa”.
  7. Argomenti coda di paglia: una tecnica molto comune. Il troll accuserà l’opposizione di sottoscrivere un determinato punto di vista, anche se non è così, e poi attacca su quel punto. Oppure gli metterà in bocca parole che non ha detto, per poi confutarle.

Talvolta queste strategie sono usate da gente comune per seri problemi personali. Tuttavia, se vedi qualcuno che le usa spesso, o ne usa molte tutte insieme, potresti aver a che fare con un troll retribuito.

Fermare la disinformazione: la migliore strada per disarmare gli agenti della disinformazione è conoscere i loro metodi. Questo ci permette di puntualizzare precisamente cosa stanno facendo nel dettaglio nelle stesso momento in cui stanno provando a farlo. Esporre immediatamente una tattica disinformativa è un metodo altamente distruttivo per la persona che la utilizza. Li fa sembrare schiocchi, disonesti e deboli solo per averci provato. La maggior parte dei troll non sanno gestire queste situazioni e non appena le tecniche vengono distrutte sotto i loro occhi ripiegano ed escono dalla discussione. La verità è preziosa. E’ triste che esistano così tante persone nella nostra società che le mancano di rispetto; persone che hanno scambiato la loro coscienza e la propria anima per comodità finanziarie temporanee sacrificando in tutto questo la stabilità e l’equilibrio del resto del paese.

La psiche umana ha bisogno di respirare aria di verità. Senza di lei, l’umanità non può sopravvivere. Senza di lei, la specie collasserà, affamata da mancanza di sostegno intellettuale ed emozionale.

La disinformazione non è solo una minaccia per la nostra visione interna sul funzionamento del mondo. Essa ci rende vulnerabili alla paura, al dubbio e al fraintendimento: tutte cose che portano alla distruzione. Può indurre buona gente a commettere terribili atrocità contro gli altri, o addirittura contro se stessi. Senza uno sforzo organizzato e concertato per diffondere tutti insieme quali sono le bugie di massa, il futuro sembrerà infatti tetro e cupo.

Fonte: http://worldtruth.tv/how-disinformation-works/

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